Freud
XX secolo

Sigmund Freud introduce in filosofia una concezione dell'uomo profondamente innovativa e dissacrante rispetto alla tradizione occidentale. Mentre il pensiero tradizionale poneva l'essere umano come soggetto pienamente consapevole, razionale e padrone di sé e della realtà, Freud dimostra che la parte cosciente della nostra psiche è in realtà minima: l'essere umano è largamente condizionato da una dimensione oscura e inaccessibile alla coscienza.
Freud, medico ebreo viennese, si dimostra critico nei confronti dell'approccio positivista al disturbo mentale. Secondo la prospettiva positivista dominante all'epoca, i disturbi psichici erano considerati il risultato di lesioni fisiologiche, traumi intesi come vere e proprie ferite organiche del sistema nervoso. Tuttavia, questo modello, pur descrivendo i sintomi, non riusciva a spiegarne l'eziologia - cioè le cause profonde - e soprattutto non portava alla guarigione dei pazienti.
Inizialmente Freud pratica l'ipnosi per affrontare la sofferenza dei suoi pazienti, tecnica che approfondisce frequentando lezioni a Parigi (probabilmente con Jean-Martin Charcot). L'ipnosi rappresentava un tentativo di andare oltre la dimensione puramente fisiologica, cercando di comprendere cosa si celasse dietro i sintomi apparenti.
Attraverso il lavoro clinico, Freud comprende che tutto ciò che rimuoviamo - ovvero cancelliamo dalla memoria cosciente perché troppo doloroso - non scompare, ma viene conservato nell'inconscio. Da questa dimensione nascosta, il materiale rimosso continua ad agire, determinando la nostra vita emotiva ed esistenziale in modi che sfuggono al nostro controllo consapevole.
Freud, medico ebreo viennese, si dimostra critico nei confronti dell'approccio positivista al disturbo mentale. Secondo la prospettiva positivista dominante all'epoca, i disturbi psichici erano considerati il risultato di lesioni fisiologiche, traumi intesi come vere e proprie ferite organiche del sistema nervoso. Tuttavia, questo modello, pur descrivendo i sintomi, non riusciva a spiegarne l'eziologia - cioè le cause profonde - e soprattutto non portava alla guarigione dei pazienti.
Inizialmente Freud pratica l'ipnosi per affrontare la sofferenza dei suoi pazienti, tecnica che approfondisce frequentando lezioni a Parigi (probabilmente con Jean-Martin Charcot). L'ipnosi rappresentava un tentativo di andare oltre la dimensione puramente fisiologica, cercando di comprendere cosa si celasse dietro i sintomi apparenti.
Attraverso il lavoro clinico, Freud comprende che tutto ciò che rimuoviamo - ovvero cancelliamo dalla memoria cosciente perché troppo doloroso - non scompare, ma viene conservato nell'inconscio. Da questa dimensione nascosta, il materiale rimosso continua ad agire, determinando la nostra vita emotiva ed esistenziale in modi che sfuggono al nostro controllo consapevole.
il metodo psicoanalitico
Sebbene l'ipnosi permetta di intuire l'esistenza dell'inconscio, Freud ne riconosce i limiti: il paziente rimane passivo e la tecnica non favorisce un'autentica elaborazione del conflitto interno. Sviluppa quindi il metodo psicoanalitico, fondato sull'analisi del transfert - quel fenomeno per cui i pazienti tendono a trasferire sullo psicoanalista l'ambivalenza emotiva vissuta nell'infanzia nei confronti dei genitori. Questa ambivalenza, secondo Freud, si manifesta particolarmente nel complesso edipico: i maschi sviluppano sentimenti ostili verso il padre e desiderio verso la madre, dinamica che spesso si ripropone nelle relazioni sentimentali adulte.
La scoperta freudiana sovverte radicalmente la concezione dell'essere umano. Tutto quello che siamo nella nostra vita cosciente non possiamo controllarlo completamente: l'uomo possiede una parte oscura che può essere riportata alla luce solo trovando una via d'accesso adeguata. Siamo costituiti soprattutto dalla parte che non controlliamo, ma che ci determina profondamente nei comportamenti, specialmente in quelli emotivi.
L'uomo non è più sinonimo di razionalità, non è più un soggetto pienamente capace di comprendere se stesso e il mondo. Come altri pensatori del sospetto, Freud dimostra che l'essere umano è mosso da forze che non riesce a controllare né a comprendere pienamente.
Secondo Freud, nella sua storia l'umanità ha subito tre grandi ferite narcisistiche, tre colpi inferti all'orgoglio umano:
La scoperta freudiana sovverte radicalmente la concezione dell'essere umano. Tutto quello che siamo nella nostra vita cosciente non possiamo controllarlo completamente: l'uomo possiede una parte oscura che può essere riportata alla luce solo trovando una via d'accesso adeguata. Siamo costituiti soprattutto dalla parte che non controlliamo, ma che ci determina profondamente nei comportamenti, specialmente in quelli emotivi.
L'uomo non è più sinonimo di razionalità, non è più un soggetto pienamente capace di comprendere se stesso e il mondo. Come altri pensatori del sospetto, Freud dimostra che l'essere umano è mosso da forze che non riesce a controllare né a comprendere pienamente.
Secondo Freud, nella sua storia l'umanità ha subito tre grandi ferite narcisistiche, tre colpi inferti all'orgoglio umano:
- 1.La rivoluzione copernicana: la scoperta che la Terra non è al centro dell'universo ha detronizzato l'uomo dalla sua posizione di centralità cosmica.
- 2.La teoria darwiniana dell'evoluzione: la dimostrazione che l'essere umano è in continuità con la dimensione animale ha dissolto l'idea di una speciale creazione divina dell'uomo.
- 3.La psicoanalisi: la rivelazione che la vita cosciente è solo una minima parte della nostra vita psichica ha definitivamente infranto l'illusione dell'uomo come essere pienamente razionale e padrone di sé.
Le tre istanze della psiche
Freud sostiene che la psiche umana sia composta da tre istanze fondamentali, che coesistono in una relazione dinamica e conflittuale:L'Io (o Ego) rappresenta la coscienza e ha il compito di mantenere l'equilibrio tra due istanze opposte e polari. È la parte razionale della personalità, che deve mediare continuamente tra le pressioni contrastanti delle altre due componenti.
L'Es (o Id) viene descritto metaforicamente da Freud come "un calderone di istinti ribollenti". È letteralmente mosso da un'energia libidica - cioè un'energia pulsionale di natura sessuale in senso lato - che tende esclusivamente alla soddisfazione immediata dei propri bisogni. L'Es scarica la sua potenza cercando di raggiungere il proprio scopo senza freni né mediazioni, ed è una parte enorme e preponderante della psiche.
Il Super-Io (o Super-Ego) costituisce l'istanza censoria, il principio di autorità che cerca di contenere e controllare le pulsioni dell'Es. È il risultato dell'interiorizzazione dei principi di autorità esterni, principalmente quelli genitoriali e sociali, che l'individuo ha assorbito durante lo sviluppo.
Freud definisce il principio di piacere come la tendenza naturale di ogni individuo a scaricare la propria energia libidica a tutti i costi, mosso da un impulso di soddisfazione immediata. Quando si è travolti da questa "devastazione energetica", prevale l'Es: se l'Es prevale in modo eccessivo, si manifestano patologie gravi che comportano l'incapacità di agire su base razionale.
Tutta la psicoanalisi rappresenta un tentativo di conquistare terreno alla razionalità,pur nella consapevolezza che la parte pulsionale rimane la più forte. Si tratta quindi di un metodo basato su congetture relative al vissuto individuale, che per la maggior parte sfugge alla coscienza.
Freud si dimostra critico nei confronti della scienza positivista perché, osservando i suoi pazienti, comprende che il disturbo mentale non deriva da lesioni fisiologiche, ma riguarda il vissuto psichico ed emotivo. Per questo si orienta verso metodi diversi, inizialmente sperimentando l'ipnosi.
Uno dei casi clinici più affascinanti e formativi per Freud è quello di Anna O. (in realtà trattato dal collega Josef Breuer), esempio paradigmatico del fenomeno del transfert: la paziente sviluppa un intenso coinvolgimento emotivo verso l'analista, trasferendo su di lui le proprie emozioni rimosse, in un processo che può assumere anche la forma dell'innamoramento.
Il compito dell'analista è far emergere le esperienze rimosse per permettere alla paziente di elaborarle e reagire in modo consapevole. Tuttavia, il problema dell'ipnosi non è il transfert in sé, ma il fatto che i pazienti rimangono passivi, non padroni di sé, non attivamente coinvolti nel processo di guarigione.
Freud cerca quindi altri punti di accesso all'inconscio, che ritrova in:
L'Es (o Id) viene descritto metaforicamente da Freud come "un calderone di istinti ribollenti". È letteralmente mosso da un'energia libidica - cioè un'energia pulsionale di natura sessuale in senso lato - che tende esclusivamente alla soddisfazione immediata dei propri bisogni. L'Es scarica la sua potenza cercando di raggiungere il proprio scopo senza freni né mediazioni, ed è una parte enorme e preponderante della psiche.
Il Super-Io (o Super-Ego) costituisce l'istanza censoria, il principio di autorità che cerca di contenere e controllare le pulsioni dell'Es. È il risultato dell'interiorizzazione dei principi di autorità esterni, principalmente quelli genitoriali e sociali, che l'individuo ha assorbito durante lo sviluppo.
Freud definisce il principio di piacere come la tendenza naturale di ogni individuo a scaricare la propria energia libidica a tutti i costi, mosso da un impulso di soddisfazione immediata. Quando si è travolti da questa "devastazione energetica", prevale l'Es: se l'Es prevale in modo eccessivo, si manifestano patologie gravi che comportano l'incapacità di agire su base razionale.
Tutta la psicoanalisi rappresenta un tentativo di conquistare terreno alla razionalità,pur nella consapevolezza che la parte pulsionale rimane la più forte. Si tratta quindi di un metodo basato su congetture relative al vissuto individuale, che per la maggior parte sfugge alla coscienza.
Freud si dimostra critico nei confronti della scienza positivista perché, osservando i suoi pazienti, comprende che il disturbo mentale non deriva da lesioni fisiologiche, ma riguarda il vissuto psichico ed emotivo. Per questo si orienta verso metodi diversi, inizialmente sperimentando l'ipnosi.
Uno dei casi clinici più affascinanti e formativi per Freud è quello di Anna O. (in realtà trattato dal collega Josef Breuer), esempio paradigmatico del fenomeno del transfert: la paziente sviluppa un intenso coinvolgimento emotivo verso l'analista, trasferendo su di lui le proprie emozioni rimosse, in un processo che può assumere anche la forma dell'innamoramento.
Il compito dell'analista è far emergere le esperienze rimosse per permettere alla paziente di elaborarle e reagire in modo consapevole. Tuttavia, il problema dell'ipnosi non è il transfert in sé, ma il fatto che i pazienti rimangono passivi, non padroni di sé, non attivamente coinvolti nel processo di guarigione.
Freud cerca quindi altri punti di accesso all'inconscio, che ritrova in:
- I sogni: manifestazioni notturne dell'attività inconscia
- Gli atti mancati: azioni che non si compiono come previsto, o che si decidono di compiere involontariamente
- I lapsus (freudiani): errori del linguaggio che rivelano contenuti inconsci
Le topiche e l'evoluzione del pensiero psicoanalitico
Freud elabora nel corso della sua riflessione teorica due diverse "topiche", ovvero mappe dei luoghi della psiche, due modi di rappresentare la struttura dell'apparato psichico.
- 1.CONSCIO, PRECONSCIO e INCONSCIO
Nella prima fase del suo studio, Freud abbandona definitivamente l'idea che i disturbi mentali siano legati a lesioni fisiologiche, ipotesi che l'esperienza con l'ipnosi gli aveva permesso di confutare. Elabora così una prima concezione della psiche articolata in tre sistemi: conscio, la parte della mente di cui siamo direttamente consapevoli; preconscio, costituito dai contenuti mentali non immediatamente presenti alla coscienza ma facilmente richiamabili; inconscio, la dimensione più ampia e profonda, inaccessibile alla coscienza diretta. Il punto cruciale di questa concezione è che la parte cosciente risulta minima rispetto all'inconscio, che costituisce la porzione dominante della nostra vita psichica. - 2.ES, IO e SUPER-IO
Pur riconoscendo che l'ipnosi gli aveva rivelato l'esistenza dell'inconscio, Freud si mostra critico nei confronti di questa tecnica e sviluppa altri metodi di accesso ai contenuti rimossi. In un setting terapeutico con condizioni precise, il paziente riesce ad esprimere attraverso l'associazione libera, i sogni e i lapsus ciò che giace nell'inconscio.
Successivamente Freud elabora quindi una seconda topica, considerata definitiva, che descrive l'apparato psichico attraverso tre istanze dinamiche in conflitto tra loro: Es, che rappresenta l'energia pulsionale inconscia, governata dal principio di piacere e caratterizzata dalla libido (energia sessuale); Io, ovvero l'istanza mediatrice tra le esigenze dell'Es, le pressioni del Super-Io e le richieste della realtà esterna; Super-Io, l'istanza normativa che incorpora i divieti e i valori morali, con il compito di limitare le pulsioni dell'Es.
Lo sviluppo psicosessuale e il complesso edipico
Secondo Freud, la stabilità psichica dell'individuo è determinata dalle relazioni infantili con i genitori. In una concezione che scandalizzerà i suoi contemporanei, afferma che i bambini sono esseri "perversi polimorfi", caratterizzati da una forte carica sessuale diffusa.
Freud elabora la teoria del complesso di Edipo per i maschi (e di Elettra per le femmine), che descrive il processo di maturazione affettiva e sessuale. Progressivamente, crescendo, i bambini identificano come modello il genitore dello stesso sesso, che inizialmente era vissuto come antagonista nella competizione per l'affetto del genitore di sesso opposto. Questa identificazione è fondamentale affinché il soggetto diventi autonomo e non rimanga legato a una definizione di sé dipendente dagli altri.
Freud individua diverse fasi di questo sviluppo psicosessuale:
Il Super-Io, costruito attraverso l'interiorizzazione delle norme genitoriali, ha il compito di limitare e regolare queste pulsioni primarie.
Freud elabora la teoria del complesso di Edipo per i maschi (e di Elettra per le femmine), che descrive il processo di maturazione affettiva e sessuale. Progressivamente, crescendo, i bambini identificano come modello il genitore dello stesso sesso, che inizialmente era vissuto come antagonista nella competizione per l'affetto del genitore di sesso opposto. Questa identificazione è fondamentale affinché il soggetto diventi autonomo e non rimanga legato a una definizione di sé dipendente dagli altri.
Freud individua diverse fasi di questo sviluppo psicosessuale:
- Fase orale: il bambino trae piacere dalla bocca (suzione, nutrizione)
- Fase anale: il piacere è localizzato nell'ano e legato al controllo sfinterico, rappresentando una prima forma di emancipazione e autonomia
- Fase fallica: scoperta del piacere legato ai genitali e manifestazione del complesso edipico
- Fase genitale: raggiunta dopo la latenza, si caratterizza per il piacere basato sulla relazione sessuale con un'altra persona
Il Super-Io, costruito attraverso l'interiorizzazione delle norme genitoriali, ha il compito di limitare e regolare queste pulsioni primarie.
pessimismo e pulsione di morte
L'ultima fase del pensiero freudiano è caratterizzata da un forte pessimismo, sia a livello individuale che sociale. Nel 1938, dopo l'Anschluss (l'annessione dell'Austria alla Germania nazista), Freud è costretto ad abbandonare Vienna e si rifugia a Londra, dove muore un anno dopo, nel 1939.
In quest'opera fondamentale, Freud rivela l'influenza decisiva di Nietzsche sul suo pensiero, sia per la distinzione tra apollineo e dionisiaco sia per lo studio della cultura greca. Riprendendo tematiche nietzschiane, Freud sostiene che la vita inconscia è governata dall'intreccio tra due principi fondamentali:
Questa concezione segna la fase più cupa e filosoficamente densa della riflessione freudiana, in cui l'uomo appare attraversato da forze contrapposte e tragicamente destinato al conflitto tra vita e morte.
In quest'opera fondamentale, Freud rivela l'influenza decisiva di Nietzsche sul suo pensiero, sia per la distinzione tra apollineo e dionisiaco sia per lo studio della cultura greca. Riprendendo tematiche nietzschiane, Freud sostiene che la vita inconscia è governata dall'intreccio tra due principi fondamentali:
- Principio di piacere (Eros): pulsione alla vita, al legame, alla conservazione
- Principio di morte o pulsione di morte (Thanatos): tendenza al ritorno all'inorganico, alla dissoluzione
Questa concezione segna la fase più cupa e filosoficamente densa della riflessione freudiana, in cui l'uomo appare attraversato da forze contrapposte e tragicamente destinato al conflitto tra vita e morte.